Per una lavatrice da 5 kg non esiste una dose valida per tutti. La quantità giusta dipende dalla capacità del cestello, dalla durezza dell’acqua della zona, dal grado di sporco del bucato e dal tipo di detersivo, liquido o in polvere. Le indicazioni del produttore consultate collegano la dose alla capacità del cestello e rimandano al libretto d’istruzioni e alla tabella stampata sulla confezione. Nessuna fonte consultata fissa un valore unico in grammi o millilitri valido per ogni prodotto, quindi il metodo più sicuro è leggere la tabella del detersivo che si usa e adattarla con le regole spiegate qui sotto.
Dove trovare la dose giusta per la propria lavatrice?
La confezione del detersivo riporta quasi sempre una tabella con le quantità per tipo di carico e per durezza dell’acqua. Il libretto d’istruzioni della lavatrice è la seconda fonte da consultare, perché indica come il produttore della macchina intende il dosaggio e se il cassetto o il dosatore automatico richiedono impostazioni particolari.
Un punto va chiarito subito: secondo le indicazioni del produttore consultate, le istruzioni di dosaggio dipendono dalla capacità del cestello e non dal peso effettivo dei capi inseriti. Nel caso di una lavatrice da 5 kg, la riga di riferimento è quindi quella del cestello da 5 kg. Le indicazioni consultate non dicono però di quanto ridurre la dose quando il carico è molto piccolo; conviene non improvvisare riduzioni, ma seguire la tabella e, se serve un criterio, verificarlo sul libretto.

Perché la durezza dell’acqua cambia la quantità di detersivo?
L’acqua dura contiene una maggiore concentrazione di minerali, soprattutto sali di calcio e magnesio. Questi sali ostacolano l’azione del detersivo, che quindi deve essere presente in quantità maggiore per ottenere lo stesso risultato. Secondo le indicazioni di un produttore di elettrodomestici, nelle zone con acqua più dura è opportuno usare più detersivo del solito.
La durezza si esprime in gradi francesi (°f). Il dato non si deduce dal colore o dal sapore dell’acqua, ma da un’analisi: il gestore del servizio idrico della zona lo pubblica di norma nelle informazioni sulla qualità dell’acqua o lo fornisce su richiesta, e il Comune può indicarne il riferimento. In alternativa esistono kit di test per uso domestico, da usare secondo le istruzioni che li accompagnano. Conoscere il valore, anche approssimato, permette di scegliere la fascia giusta della tabella invece di procedere per tentativi.
Se la macchina ha un sistema di addolcimento o un trattamento anticalcare integrato, la dose può cambiare e il libretto indica come regolarla. Lo stesso vale per i modelli con dosatore automatico, che in alcuni casi richiedono di impostare manualmente il livello di durezza.
Come si ricava la dose per un carico da 5 kg?
Il metodo si riassume in quattro passaggi, da applicare in quest’ordine. Primo: sulla confezione si individua la riga relativa alla capacità del cestello da 5 kg. Secondo: si sceglie la fascia di durezza dell’acqua della propria zona. Terzo: se il bucato è particolarmente sporco, si passa alla fascia immediatamente superiore, senza mai superare il massimo indicato in etichetta. Quarto: si verifica il risultato dopo alcuni lavaggi, osservando il bucato e il cassetto.
Esempio. Supponiamo che la tabella di un detersivo liquido indichi, nella riga del cestello da 5 kg, una dose A per acqua di durezza media e una dose B, più alta, per acqua dura. Se in casa l’acqua è dura e i capi sono molto sporchi di fango o di cibo, si parte dalla dose B. Se l’acqua è dura ma il bucato è poco sporco, resta la dose B: aggiungere altro non migliora la pulizia e aumenta il rischio di eccesso. Se l’acqua è dolce e il carico è leggero, si può partire dalla dose A e osservare il risultato. In tutti i casi il valore reale va letto sulla propria confezione, non ricavato da un esempio.
Liquido o polvere: cambia il calcolo?
Sì, perché i due tipi di prodotto hanno formulazioni diverse e tabelle diverse. Non è corretto convertire una dose di polvere in una di liquido, né usare un tappo, un misurino o un cucchiaio come riferimento universale, se la confezione del prodotto in uso non lo indica. Ogni tabella vale solo per il detersivo a cui è stampata.
Chi cambia tipo di detersivo deve ripartire dalla tabella del nuovo prodotto, anziché continuare con le abitudini precedenti. Nei modelli con dosatore automatico o con un cassetto dedicato al liquido la regola è la stessa: si segue il libretto e si evita di riempire il cassetto oltre il segno indicato.

Cosa succede se ne metti troppo?
Più detersivo non significa bucato più pulito. Un eccesso può lasciare residui sui capi e, nel cassetto e nel cestello, favorire cattivi odori e muffa, soprattutto nei cicli brevi o a bassa temperatura, dove il prodotto non viene sciacquato a fondo.
Una schiuma abbondante riduce l’attrito tra i capi, quindi il tamburo lavora meno efficacemente, e può portare la macchina a interrompere il programma. In questo caso conviene fermare il ciclo seguendo il libretto, aprire il cassetto per controllare eventuali residui e ridurre la dose al lavaggio successivo. Un eccesso ripetuto nel tempo può contribuire a danneggiare le fibre dei tessuti; le fonti consultate non precisano con quale frequenza il danno diventa visibile.
Il problema opposto, la dose insufficiente, si riconosce da macchie che restano e da un bucato che conserva odore di sporco. Prima di aumentare la quantità conviene però verificare la fascia di durezza scelta e il programma utilizzato.
Quali precauzioni usare con il detersivo?
Il detersivo è un prodotto chimico e va trattato come tale. Va conservato nella confezione originale, ben chiusa e lontano dalla portata di bambini e animali. Non va versato direttamente sui capi o nel tamburo, ma dal cassetto o dal dosatore previsto, salvo diversa indicazione del libretto.
Non mescolare il detersivo con altri prodotti, in particolare con candeggina, acidi o anticalcare, perché alcune combinazioni possono sviluppare gas irritanti. Se la macchina richiede un trattamento anticalcare, lo si esegue in un ciclo separato, seguendo le istruzioni del produttore della macchina, mai nello stesso lavaggio del detersivo.
Chi ha la pelle sensibile può indossare guanti durante il dosaggio. In caso di ingestione o di contatto con gli occhi si seguono le indicazioni riportate sull’etichetta e ci si rivolge subito al centro antiveleni della zona o al pronto soccorso.
Come controllare nel tempo che la dose sia giusta?
Dopo alcuni lavaggi la dose è adeguata se il bucato esce pulito, senza odori persistenti e senza aloni bianchi o opachi sui capi scuri. Il cassetto deve risultare privo di residui molli a fine ciclo. Se compaiono macchie grigie o odore di chiuso, la causa più probabile è un eccesso oppure una fascia di durezza sottostimata. In questo caso conviene modificare una sola variabile alla volta, così da capire quale correzione funziona.
Domande frequenti
Un detersivo concentrato va dosato come quello tradizionale?
No. Ogni formulazione ha una tabella propria, quindi bisogna leggere la dose sulla confezione del prodotto che si usa.
Con acqua dura serve anche l’ammorbidente?
Le indicazioni consultate non lo richiedono. L’ammorbidente non sostituisce il detersivo e va dosato a parte, secondo il produttore del prodotto.
Il primo lavaggio con una lavatrice nuova richiede più detersivo?
Le fonti consultate non prevedono una dose diversa per il primo lavaggio. Conviene seguire il libretto d’istruzioni della macchina.
Quanto tempo serve per accorgersi di un eccesso di detersivo?
Le fonti consultate non lo precisano. Conviene osservare il cassetto, il tamburo e il bucato per alcuni lavaggi consecutivi.